mercoledì 10 giugno 2009

Gli Who ed il fustino del Dash


Il ricordo degli Who è associato all’odore del Dash.
Ho quattordici anni e siamo immersi tutti negli anni ‘80 fino al collo. Il mondo, la mia città, mi appaiono più grandi, più vaste, inesplorate. Sono un ragazzo al primo amore con la musica rock. Ci sono dei pomeriggi nei quali, giro nei negozi di dischi alla ricerca di…qualsiasi cosa abbia attinenza con il mondo che ho appena conosciuto. Arriva il solito cugino dell’amico di ascolti. Quei cugini che abitano a Roma e che girano per i negozi “importanti”. Mi regala una cassetta Sony Hf-Es da 90 minuti. Sul nastro la registrazione del disco degli Who: “Tommy”. Nei minuti che avanzano, qualche brano dei Talking Heads e “Rosalita…” di Springsteen. Al momento non dispongo di tanti vinili e cassette ed ogni cosa che riesco ad avere, la studio con attenzione. Ma quel disco no. Quel disco mi ipnotizza. Riesco ad ascoltarlo per intero, anche tre volte al giorno, come una medicina necessaria. Non posso ascoltare solo qualche brano, sarebbe inconcepibile, per me le due side della cassetta sono una cosa indissolubile ed unica. Ho appena finito la scuola ed ho il tempo che mi serve. Nel mio appartamento c’è un ripostiglio di un metro per un metro, dove ci vanno a malapena le scope ed una scarpiere. Mamma lo usa anche per me i prodotti per la pulizia della casa. Ci sono dei fustini di detersivo per lavatrice. Sono ossessionato da Tommy. Prendo le casse dello stesso, allungo i fili e ficco le casse nel ripostiglio. Quindi, mi chiudo in quel buco e mi siedo sul fustino del Dash. Riesco a stare novanta minuti ad ascoltare quella musica ( C’ho il mangia cassette con l’auto -reverse). Nella ristrettezza del locale, l’aria inizia a scarseggiare e rimane solo il profumo del detersivo . Sono in uno stato che rasenta l’asfissia, trasformandosi in una specie di trance sciamanica. Sono pochi i dischi che riesco a concepire come ho fatto per “Tommy”. Potrei citare “Hooker’n’heat”, “The wall”, lo stesso “Quadrophenia”, ma L’opera degli Who con il mago del flipper rimane la musica del Dash. C’è una nota stonata a questa storia. Nella mia versione in cd, acquistata qualche anno fa, ho notato delle variazioni sul remastering: su “Eyesight to the blind”, l’attacco di Daltrey viene fatto un’ottava sopra rispetto all’attacco sul vinile. Particolari irrilevanti o differenze traumatiche, per uno che si era chiuso in un ripostiglio?

2 commenti:

  1. Bellissimo ricordo. Ogni disco, ogni brano, la musica in generale è compagna di periodi, momenti, situazioni della nostra vita, questa poi é dir poco più unica che rara. Sarebbe da stilare un elenco... :-)
    Ciao

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  2. Sorridi, sei su Antologia di blog

    http://blogantologia.blogspot.com/

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