mercoledì 29 aprile 2009

Un tipo da spiaggia


Sul boulevard, sfrecciano glutei di signorine con i pattini, mentre le alte palme, tagliate fino ai ciuffi, si piegano leggermente, alla leggera brezza dell'Oceano. Da lontano arriva l'odore dei wurstel sulla piastra di un furgoncino di hot dog. Tra il chiasso, i gelati, gente che corre, si sente il pizzicare ritmico di una chitarra acustica. Un vecchio, cappello di paglia, barba bianca, leggermente piegato sullo strumento intona la sua canzone. Ogni strofa viene descritta dalla sua testa che si alza, inclinandosi leggermente, lasciando scorgere gli occhi chiusi di un negro , dalle sopracciglia canute. Una unghia lunghissima, segna il ritmo sui bassi, mentre la voce gutturale, rauca, dolorante del vecchio riempie l'aria fino ad immobilizzare gli ascoltatori. Ci sono dei padri, che tengono i bambini davanti, come se quella musica fosse un taumaturgico elisir per qualche malattia infantile. La gente applaude. Il vecchio non vorrebbe tenere davanti ai suoi piedi quella cassetta, dove generosi gli spettatori gettano i loro dollari. Ma il vecchio deve mantenere la sua famiglia. Sa fare solo quello: suonare. Poco importa se a sera, con quei tramonti lunghi che non finiscono mai, quando la spiaggia si svuota, saluta il suo amico italiano, quello del camioncino degli hot dog, chiude la chitarra nella custodia e lento si avvia lontano dal mare, per tornare alla sua vecchia casa di legno con il giardino non curato. Arriveranno un giorno i soldi, forse ci vorranno anni e lui, aspetterà, per i "prossimi cento anni".

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